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Salvatore Cambosu - scrittore/giornalista.
Nato a Orotelli il 5 gennaio 1895 e morto a Nuoro il 21 novembre 1962. Laureatosi in lettere nell'Università di Roma, insegnò italiano e latino a Cagliari. Come pubblicista collaborò a numerosi giornali dell'Isola e del Continente. Narratore. Interessato ai problemi sociali, soprattutto a quelli della salute in Sardegna, prospettò la risoluzione dei problemi di assistenza, prevenzione e assicurazione. Pubblicò racconti ed articoli su numerosi giornali, fra i quali “Il Politecnico” di Milano e “Nord e Sud”, la più nota rivista meridionalistica di questo dopoguerra.
Curò, per “L'Unione sarda”, la rubrica settimanale “Il gazzettino delle lettere”.
Nunzio Cossu - Insegnante, scrittore
(Orotelli 1915-Roma 1971).
Insegnante a Roma nelle scuole superiori, fu autore di raccolte di versi e di romanzi, e di uno studio sul volgare in Sardegna.
Collaboro` a diverse riviste letterarie
ottenendo alcuni premi e riconoscimenti.
Tra i suoi scritti:
Lorenzo Pusceddu - scrittore/poeta/musicista
è nato ad Orotelli un villaggio contadino del centro Sardegna, a dieci Km da Nuoro, il sei febbraio 1947. Diplomato in agraria, dal 1971 è dirigente provinciale della CGIL di Nuoro. Vive a Siniscola, sulla costa orientale, dal 1973 con moglie e due figli. Ha collaborato con giornali e televisioni: Sa Sardigna, sa Nazione Sarda, La Nuova Sardegna, Telesardegna. Ha ricevuto importanti riconoscimenti in tutti i più affermati concorsi di poesia in lingua sarda. Appassionato d'etnologia, studia gli usi e le tradizioni dell'isola. Ha riscoperto e ricostruito, grazie alle testimonianze del bisnonno materno, un'antichissima maschera Orotellese, “s'Eritaju”, “Portatore di Ricci” scomparsa intorno al 1850. I significati dell'antica maschera si rifanno ai riti pagani d'iniziazione sessuale e di fecondità. Il prototipo della maschera è esposto a Nuoro, nel Museo Etnografico Regionale.
Ha pubblicato: “ Dae s'umbra de s'istoria” “ Dall'oscurità della storia”, un LP di musica e canzoni in lingua sarda, ed. Sa Nae, Milano 1979. I romanzi “S'arvore de sos tzinesos” “L'albero dei cinesi”, il primo romanzo scritto in lingua sarda, ed. Sa Nae, Milano1982, “Mastru Taras” “ Maestro Taras”, 2° premio di letteratura Istituto Regionale Etnografico 1999, ed. Papiros Nuoro, “Su belu de sa bonaura” “ Il velo della fortuna” ed. Papiros, Nuoro 2001, “Pipinidas e iscazas” “ Briciole e scaglie”, racconti per bambini ed. Solinas. Nuoro 2005, “ Dona Mallena” “ Nobildonna Maddalena” ed. Condaghes, collezione Paberiles, Cagliari 2007, vincitore del premio di letteratura Casteddu de sa Fae” “ Castello della fava” Posada, “ Su canticu de su Pane”, traduzione in lingua sarda di “ Il canto del pane” del poeta Armeno Daniel Varujan”, Libraria Padovana Editrice 2008.
Opere in via di pubblicazione: “ Bindichi Contos Seperos” “ Quindici Racconti Scelti”, racconti, “Mi naras paraulas cun sapore de lentore” “ Mi
Gaspare Mele
per i compaesani “tziu Gasparru” - è nato ad Orotelli, dove ancora risiede.
E' padre di otto figli e nonno di sedici nipoti.
Ha lavorato fin da piccolo, in campagna.
Ha vissuto l'esperienza della guerra e, se pur per un breve periodo, è dovuto emigrare per cercare lavoro.
Infine è stato capocantiere presso una ditta che si occupava di strade ed acquedotti.
La poesia è una passione che lo accompagna da sempre e che gli ha permesso di raccontare in versi i temi fondamentali della vita: l'amore, l'amicizia, la solidarietà, il senso del divino, la condivisione, la fratellanza, il rispetto per la natura …
Nel 1984 , in occasione dell'inaugurazione della biblioteca comunale dedicata al poeta-scrittore “Nunzio Cossu”, ha collaborato, mettendo a disposizione libri, scritti vari e perfino lettere personali - che testimoniano la vasta corrispondenza avvenuta tra loro - contribuendo alla riscoperta del poeta-scrittore.
Ancora oggi a lui si rivolgono laureandi e studenti per avere informazioni utili sul passato storico-culturale del paese e di vari scrittori-poeti, come Salvatore Cambosu (autore di “Miele amaro”).
Fra i vari riconoscimenti ricevuti è importante ricordare un primo premio per la poesia “Sos missionarios”, ottenuto a Nuoro nel 1996, e il successo ottenuto, a Cagliari, con “Bimbò”: un racconto, in concorso per opere con tema a sfondo partigiano.
“Sa vida de Juanne Battista Selenu”, un romanzo in versi, è la sua ultima opera.
Tratto da:
Breve storia della letteratura sarda
(estratto da www.filologiasarda.it)
Salvatore Cambosu - Una figura a sé stante nella fervida stagione del primo e del secondo dopoguerra fu Salvatore Cambosu (1895-1962). Conseguì la maturità classica e il diploma di maestro elementare a Nuoro. Frequentò le università di Padova e di Roma, ma non si laureò. Nel primo dopoguerra insegnò nella scuola elementare del suo paese natio, Orotelli, e in altri centri del Nuorese. Aderì al fascismo. Si trasferì a Cagliari, dove stabilì al sua residenza abituale.
Nel 1932 pubblicò a Bologna il suo primo romanzo, Lo zufolo; due anni più tardi uscì a puntate su L'Unione sarda, Il carro. Questa prima produzione è originalissima nel panorama sardo. Non risente della tradizione naturalista, non mutua modelli deleddiani e utilizza una lingua tersa, nitida, di serena eleganza, non raggiunta nella sua colta semplicità da altri autori sardi.
Nel secondo dopoguerra Cambosu fece una scelta di campo culturale molto netta; optò per il meridionalismo riformista, di area laico-socialista, e collaborò, pubblicando racconti, recensioni e reportages, con il Politecnico di Vittorini, quindi con Nord e Sud di Francesco Compagna e con Il mondo di Pannunzio, oltre che costantemente con L'Unione sarda.
Nel 1954 pubblicò Miele amaro, insuperato romanzo antropologico sulla Sardegna sospesa allora tra l'arcaicità e la modernizzazione. Il testo non fu capito né dal centro, né dalla destra, né dalla sinistra politica perché era irriducibile ad un uso propagandistico e strettamente militante, ma ancora oggi rappresenta una sintesi equilibrata, saggia ed elegante del percorso auspicabile nella dialettica tra tradizione e innovazione: tutela dell'identità e apertura all'innovazione positiva.
Il romanzo propone un'idea di sardità non mitizzante ma ancorata alla realtà, capace di svolgere azione critica e propositiva, l'autoracconto dei sardi raggiunge una delle forme più consapevoli e di maggior spessore stilistico.
Nunzio Cossu (Orotelli 1915- Roma 1971) persegue in Caino una forma di romanzo in controtendenza rispetto al codice narrativo neorealista, nel quale è predominante la ricerca di un linguaggio che poeticamente tenta di restituire al lettore suggestioni primordiali, non soltanto nell'ambientazione, ma anche nei personaggi, colti fantasticamente nella loro psicologia e nei loro atteggiamenti biblici.
La narrazione in terza persona, distaccata come provenisse da ricordi ancestrali, procede a delineare il percorso dell'uomo verso l'accettazione del proprio destino terrestre. Il suo determinarsi avviene, in un'atmosfera mitica, in rapporto con la natura all'esterno e con la coscienza al proprio interno. Nel proposito di aderire ad una natura aspra ed essenziale, la lingua aderisce strettamente alla percezioni e alle sensazioni.
Scritti in lingua sarda
Diversi scrittori danno alle stampe racconti e romanzi scritti in sardo, in molti casi attenti alla lingua e all'universo che rappresentano più che alla modulazione stilistica.
Vanno ricordati:
• i brevi testi premiati a Ozieri e pubblicati su ''La grotta della vipera'' (1976-1977);
• il racconto Arricheteddu (compreso nella raccolta A fuoco dentro/A fogu aintru, 1978) di Giulio Angioni;
• i romanzi S'àrvore de sos Tzinesos (1982) e Mastru Taras (1991) di Larentu Pusceddu;
• Sos sinnos (1983) di Michelangelo Pira;
• Mannigos de memoria (1984) e A tempos de Lussurzu (1985) di Antonio Cossu;
• Alivertu (1986) di Mario Puddu;
• Po cantu Biddanoa (1987) di Benvenuto Lobina;
• Sas gamas de istelài (1988) di Albino Pau;
• S'istoria (1989) di Francesco Masala;
• Su Zogu (1989) di Gianfranco Pintore;
• Sas andalas de su tempus (1992) di Giovanni Piga.